Bollette, come evitare le truffe del porta a porta

I contratti di luce e gas sul mercato libero. Manuale antitruffa contro i pirati dell’energia che suonano al campanello.

Bollette, come evitare le truffe del porta a porta

Inutile nasconderlo: il “porta a porta” dei contratti per la luce il gas non paga. Paga forse il venditore, ma non il cittadino-consumatore. Mai. Anche quando, cosa rara, chi suona il campanello ci spiega correttamente (è davvero raro) cosa ci propone. Che poi, in fondo, è sempre la stessa cosa: vuole che cambiamo contratto, soprattutto se abbiamo ancora la “maggior tutela”, ovvero quei contratti che modificano solo il nome ma non la sostanza alle vecchie tariffe amministrate che in teoria dovevano essere sparite da un decennio. Passare al “mercato libero” si deve? No. Si può? Certamente sì. Conviene? Non sempre. Con il “porta a porta” praticamente mai.

Prima avvertenza: chi suona il campanello nella gran parte dei casi ci imbroglia già dalle premesse. “Sono qui per conto del suo gestore che ha avvisato l’amministratore” (non è vero). “E’ per un controllo sullo scontro di cui ha diritto”, “è una verifica sul corretto funzionamento del contatore rispetto al suo contratto. Me lo mostri così vediamo” e via dicendo. O resistiamo alle insistenze e decliniamo o cadiamo preda e vittima di quello che nella stragrande maggioranza dei casi è un tranello.

Ma chi è davvero il venditore “porta a porta”? Qualche volta (se ci va bene) è effettivamente un incaricato del nostro attuale gestore, la cui visita dovrebbe comunque essere preceduta da un avviso motivato inviatoci via posta ordinaria o via mail, o magari con un volantino appeso nell’androne e rivolto a tutti i condomini. Più spesso si tratta il venditore che opera a provvigione, magari in proprio. Risultato: se ci va bene ci ritroviamo un contratto un po’ più dispendioso sempre intestato al nostro attuale fornitore, il cui “agente” ci ha indotto a ad abbandonare i contratti di maggior tutela per transitare al cosiddetto mercato libero. L’argomento per convincere anche se non siamo del tutto al digiuno dalle normative e chiediamo delucidazioni? “La maggior tutela sta per finire. Il suo contratto dovrà essere revocato. Le conviene accettare subito l’offerta”. Qualcuno paventa addirittura una possibile interruzione della fornitura.

E’ così? C’è davvero qualche rischio imminente? No. Può convenire passare subito al mercato libero dei contratti di luce e gas? Forse sì, ma non così. Vediamo perché, e come ci dobbiamo comportare.

LIBERALIZZAZIONE ZOPPA

Da un rinvio all’altro. Il “libera tutti” dei contratti per l’energia doveva essere cosa fatta da qualche anno. Ecco l’ennesimo slittamento. Con un emendamento all’ultimo decreto “milleproroghe” la liberazione del mercato elettrico viene rinviata di un ulteriore anno, a luglio 2020 dal primo luglio del 2019 (la penultima proroga, al luglio del 2019, era stata disposta dal governo Gentiloni). Il motivo è sempre lo stesso: il mercato di fornitori non ha ancora regole pienamente affidabili, le procedure sono incerte, le tutele per chi è costretto ad abbandonare i contratti ereditati dalle tariffe amministrate sono labili e ancora fumose. Il rischio è appunto quello di pagare di più la stragrande maggioranza dei casi.

Uno scenario ben sintetizzato dal neopresidente dell’Autorità per l’energia, Stefano Besseghini, nell’audizione parlamentare propedeutica al suo incarico: occorre “garantire l’appianamento delle asimmetrie informative, bisogna fare in modo che le decisioni siano consapevoli e possibili, in una chiarezza di rapporto tra costo e beneficio che sia trasparente all’utente, e non sempre l’utente è sufficientemente competente”. Insomma, se i pirati del mercato se ne approfittano è anche e soprattutto perché le istituzioni non hanno ancora fatto pienamente la loro parte in un processo voluto e imposto direttamente dalle politiche pro-liberalizzazione dell’Unione europea, pronta anche qui ad appiopparci l’ennesima procedura di infrazione, se non ci muoviamo e soprattutto se non facciamo le cose per bene, liberando il mercato ma tutelando adeguatamente i cittadini.

LA NORMATIVA NON CI AIUTA

Spetta più all’Autority il compito di imporre correttezza varando norme più stringenti, o al Governo e al Parlamento agire con più efficacia sul fronte legislativo? E i grandi operatori, che patiscono anche loro il caos e le scorrettezze di un mercato in cui queste pratiche sono frutto di una discutibile politica di appalti nelle vendite e nei contatti con la clientela, non potrebbero (o dovrebbero) mantenere le promesse di correre ai ripari? Il mondo degli analisti sprona (ecco cosa dice, ad esempio, Nomisma energia). Ma intanto il classico rimpallo italiano continua a tenere banco.

COSA CONVIENE FARE

Cosa può fare intanto il cittadino-consumatore? Ripetiamo intanto il primo consiglio: non accettare mai le offerte porta a porta. il rischio più che concreto non vale l’incerto beneficio. C’è da dire che purtroppo la sgradita sfida molto spesso non si ferma lì. Il venditore insiste, torna nei giorni successivi, qualche volta assume perfino modi e toni minacciosi. Farebbe davvero di tutto per accaparrarsi la commissione garantita dal nostro cambio di contratto. Il suo comportamento non solo travalica i principi di correttezza, ma più spesso di quanto si creda (se non è capitato a voi chiedete in famiglia o agli amici) configura una vera e propria pratica aggressiva. Succede addirittura che a seguito della sgradita visita ci ritroviamo con un contratto diverso contro la nostra volontà: abbiamo commesso semplicemente l’errore di fornire al pedante venditore gli identificativi delle nostre utenze.

DENUNCIARE, COSI’

Anche nel semplice caso di insistenze moleste conviene, per il vostro bene e per il bene comune, rivolgersi alle autorità competenti. La strada migliore è quella di denunciare con un esposto al commissariato di pubblica sicurezza, o se abitate in un centro minore alla stazione dei Carabinieri. Una traccia per il testo dell’esposto-denuncia la trovate qui, elaborata sulla base di un esposto realmente presentato a Roma nei mesi scorsi, a seguito del quale i responsabili del commissariato di zona, sensibili alle ripetute segnalazioni e lamentele, hanno disposto la vigilanza a campione nel quartiere per intercettare e perseguire gli autori delle pratiche aggressive.

RISPARMIARE DAVVERO

Premessa: i margini per risparmiare qualcosa per l’elettricità e il gas sono davvero ristretti. Colpa della struttura delle bollette, caratterizzata da una forte prevalenza (oltre il 50% ) di voci che non riguardano le componenti su cui l’operatore può offrire effettivamente condizioni migliori, ovvero il costo della materia prima e dai suoi servizi. Tutto il resto è rappresentato dai costi regolati, come quelli della distribuzione e della misura, ma soprattutto dall’ingordigia del fisco italiano. Arrivare al 5% di risparmio complessivo è già arduo. Comunque, specie per chi consuma molta elettricità o molto gas, il gioco di anticipo rispetto alla scelta sul mercato che prima o poi ci saremmo obbligati a compiere, può valere la sfida.

lo strumento ufficiale più attendibile per orientarci nelle scelte di mercato e quello messo a disposizione direttamente dall’Autorità per l’energia con il suo “TrovaOfferte”. Si tratta di un’applicazione telematica ben fatta, aggiornata con regolarità.

Prima di accedere al portale procuratevi i dati necessari, che trovate (come imposto agli operatori) proprio nella vostra bolletta: i consumi periodici e la loro suddivisione per fasce orarie e per giornata della settimana.

I CONSIGLI DEL WEB

Una soluzione meno drastica potrebbe essere quella di dare intanto un’occhiata al sito Web del nostro attuale fornitore di elettricità o gas scegliendo una delle proposte che prevedono la gestione del servizio solo tramite Web e posta elettronica, con domiciliazione bancaria o pagamento automatico con carta di credito, senza contatti diretti con il personale e con il recapito della documentazione, bollette comprese, solo via posta elettronica. Si tratta schemi contrattuali che ripropongono in molti casi ciò che ci viene offerto dai venditori porta a porta, ma con livelli di sconti ben maggiori rispetto alle tariffe di riferimento. Insomma, è proprio questa l’alternativa più diretta confrontabile (e comunque sempre conveniente) rispetto al porta a porta.

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