La porta di casa? Merita un controllo. Per renderla (quasi) inespugnabile

Anche se blindata è troppo spesso insicura. Perche la serratura “europea” può ingannarci. Ma correre ai ripari non è difficile – VIDEO

La porta di casa? Merita un controllo. Per renderla (quasi) inespugnabile

Siamo davvero al sicuro dietro la nostra bella e costosa porta blindata? Attenzione alle brutte sorprese, che si nascondono dietro promesse spesso fallaci. Perché se è vero che la tecnologia fa passi da gigante anche nelle serrature, oltre che negli impianti di allarme sempre più sofisticati (che è bene accoppiare sempre e comunque a ogni dispositivo antieffrazione di porte e finestre) anche i maghi del grimaldello non stanno a guardare.

Tramontata da anni l’illusione di sicurezza delle ormai vetuste serrature a doppia mappa, quelle costituite da una sorta di quadrato di metallo con zigrinature scavate da tutte e due le parti, la parte del leone va da almeno un paio di decenni alle cosiddette serrature “europee”, quelle che prevedono una chiave piatta con una sequenza di tagli e buchetti che frastagliano le  superfici, e magari possono essere duplicate solo nel negozio che le ha direttamente fornite e solo presentando un tesserino personale associato in maniera univoca alla nostra serratura.

 

Basta tutto ciò? No. Diciamo la verità: la serratura certificata come “europea” è spesso, troppo spesso, un’illusione. Perché anche l’abilità dei ladri nel frattempo si è evoluta, tant’è che l’industria del settore ha fortunatamente adottato qualche contromisura, offrendo al cittadino consumatore l’opportunità di alzare di nuovo l’asticella della sicurezza personale. Come? È presto detto: per valutare correttamente la vera capacità della nostra serratura di resistere agli attacchi possiamo (e dobbialo) guardare con cura le tabelle di omologazione e di certificazione che le imprese del settore sono da qualche tempo obbligate ad adottare.

Prima avvertenza: solo i gradi di certificazione più elevati garantiscono davvero una buona sicurezza e per avere un cilindro europeo di buona affidabilità dobbiamo spendere ben di più delle poche decine di euro degli esemplari più economici, rassegnandosi ad una spesa che solo per la nostra serratura può abbondantemente superare i 200 euro, eventuale manodopera a parte. Seconda avvertenza: se dovete sostituire la vostra attuale serratura senza incorrere in ulteriori inconvenienti avete due opzioni. Quella di fare da soli dopo aver comprato il giusto “pezzo di ricambio” (ma in questo caso dovete ben documentarvi sulla procedura da adottare evitando il rischio di combinare qualche guaio) o quella di rivolgervi appunto a un artigiano specializzato. Ma anche (e soprattutto) in questo caso qualche accortezza è d’obbligo.

Veniamo allora ai dettagli procedere per garantirci la sicurezza che riteniamo di meritare.

Passo numero uno: capire se siamo a rischio

Una volta c’era il cosiddetto lockpicking (l’apertura con due piccoli grimaldelli abilmente manipolati, tanto cara alla cinematografia) oltre al classico attacco con il trapano (la distruzione fisica del nottolino della serratura) o la tecnica dello strappo (con attrezzi a tenaglia e un robusto martello per scardinare brutalmente la serratura). Poi, con le serrature a doppia mappa, arrivarono le cosiddette “chiavi bulgare”, finte chiavi dove le sporgenze sono costituite da pistoncini che con rapidi movimenti alternati della mano si adattano automaticamente ai recessi delle serrature questo tipo aprendole in un baleno.

Diamo per scontato (ma poi non siamo così sicuri) che chiunque al giorno d’oggi si doti di una porta davvero blindata con i criteri standard generalmente diffusi, che la chiave non sia quella banalissima con le sporgenze seghettate solo da un lato (con il lockpicking si aprono in un attimo). Ma ciò non basta. Per fronteggiare l’attacco strappo con trapano di essere dotati almeno del cosiddetto “defender”, la blindatura supplementare del cilindro della serratura che si presenta come due accessori a tazza di robusto acciaio temperato che avvolgono le parti visibili all’esterno della serratura proteggendone il più possibile il meccanismo, rendendola accessibile solo dalla parte interna della porta non solo per lo smontaggio ma anche per un tentativo di attacco.

Volete vedere nei dettagli come funziona tutto ciò? Basta fare una ricerca su Internet digitando le parole che abbiamo appena usato. Una moltitudine di filmati su YouTube vi mostrerà dal vivo le attrezzature, ma anche le le inquietanti pratiche di scasso, di cui stiamo parlando. Compresa quella più “moderna” e insidiosa, capace di mettere in crisi anche molti cilindri europei non aggiornati all’ultima tecnica di attacco, rappresentata dall’evoluzione del cosiddetto “key bumping”, praticato con un piccolo attrezzo con la forma di una chiave europea che raccoglie e modernizza l’eredità della vecchia chiave bulgara e “copia” il meccanismo univoco della serratura grazie a piccole e rapide percussioni con un martelletto.

Ecco l’immagine di una serratura che dovreste decisamente sostituire, a meno che non sia un semplice “primo livello” di chiusura e sia a sua volta protetta da una seconda serratura a prova di ladro.

Incrociate tutto ciò con l’esame della vostra serratura e avrete fatto una prima corretta disamina della situazione. Tutto vi sembra apparentemente a posto passate al controllo finale. Quello, appunto, della reale efficacia della vostra serratura “europea”. Che nelle ultime regole industriali è classificata non a caso in varie categorie a sicurezza crescente, riportate delle confezioni che contengono cilindro e chiavi, o nella documentazione fornita a corredo. La “tabella” completa dell’anti-rischio, stabilita in base ad una normativa europea (Uni En 1303:05) è piuttosto complicata. I parametri di cui dobbiamo tenere conto sono, in sintesi, tre: i primi due riguardano il coefficiente generale di sicurezza, numerati da 1 a 6 come massimo della prestazione, e quello specifico sulla resistenza all’attacco fisico (efficienza crescente da un minimo di zero ad un massimo di D passando per A, B e C) mentre il terzo riguarda la durata stimata nel tempo e si basa a sua volta su tre coefficienti: 4, 5 e 6. Il consiglio è quello di verificare marca e tipo della nostra attuale serratura per verificarne la classe, considerando che solo quelle con i coefficienti più alti (almeno i primi due) combinati tra loro garantiscono il migliore livello di sicurezza anche nei confronti del “bumping”, che è (o dovrebbe essere) comunque certificato anche con la sigla “BKP” sul cilindro o sulla confezione.

Passo numero due: l’eventuale sostituzione del cilindro.

Dobbiamo o vogliamo sostituire il nostro cilindro europeo? Abbiamo, lo ripetiamo, due strade: rivolgersi a un professionista o ricorrere al fai-da-te. Nel primo caso abbiamo due possibili effetti collaterali sgraditi: il costo e i possibili problemi “paralleli” (per quanto ciò possa sembrare paradossale) di sicurezza. Il costo è quello della nuova serratura senza avere la possibilità di cercarla con gli sconti che sul mercato del fai-da-te possono essere anche sostanziosi a cui bisogna aggiungere l’onere della manodopera.

Il problema parallelo di sicurezza riguarda proprio la manipolazione della nostra serratura con relativa chiave da parte dell’installatore: problema che dovrebbe essere correttamente gestito con la fornitura da parte dell’artigiano di una serratura con chiavi in busta accuratamente sigillata che viene aperta solo in nostra presenza. Oppure, in alternativa, con il ricorso ad una serratura che prevede la cosiddetta chiave di installazione (nell’immagine è qualla con la plastica di colore nero) che viene automaticamente disabitata con il primo inserimento delle chiavi vere che ci devono venire consegnate accuratamente sigillate e corredate il tesserino personale per l’eventuale duplicazione in un centro specializzato.

La soluzione del fai-da-te? La consigliamo vivamente, anche se va gestita con attenzione. La consigliamo non solo per il taglio netto dei costi di installazione ma anche per il risparmio sul prezzo del nostro nuovo cilindro europeo, che possiamo acquistare anche ricorrendo ai siti di e-commerce. Rislultato: il costo totale può perfino dimezzarsi rispetto agli oltre 300 euro della spesa complessiva che dobbiamo affrontare se chiamiamo un artigiano specializzato. La tecnica di sostituzione “fai da te” è relativamente semplice ma non è priva di insidie, perché il meccanismo della serratura prevede molto spesso non solo viti e rondelle ma anche spessori e guarnizioni che se non manipolate correttamente possono ad esempio cadere all’interno degli spessori della porta obbligandoci ad un complesso e oneroso smontaggio tutta la struttura per rimediare al danno. Possiamo fare il lavoro per conto nostro con tranquillità? Si, grazie a questa videoguida che abbiamo realizzato per voi.

(Video realizzato con la collaborazione di Metaldesign Roma)

Passo numero tre: manteniamoci al riparo

Ma il gioco, in termini di sicurezza, non finisce qui. La serratura una chiave, che va in giro con noi, che può venire a contatto con occhi e soprattutto con mani indiscrete. E magari abili abbastanza per crearci dei problemi. Perché se è vero che la chiave è teoricamente duplicabile solo con tessera e procedure specializzate è anche vero che la fantasia dei malfattori e anche qui in agguato. La classica duplicazione col calco di cera è oggettivamente difficile, ma in aiuto al ladro arrivano tecniche ben più moderne. La sfida tecnologica tra noi e il ladro riserva, purtroppo, continue sorprese. Ecco un esempio apparentemente ardito ma già ampiamente documentato. Qualcuno ha a disposizione la nostra chiave anche solo per un attimo. Si parte con un paio di foto dettagliate da diverse angolazioni con il telefonino, si mettono le foto uno scanner digitale con un programmino di modellazione tridimensionale, si passa tutto ad un stampante 3D di buona qualità (ormai disponibile a costi decisamente accessibili). Ecco il perfetto clone in plastica durissima, o addirittura in metallo. Il gioco è fatto. Occhio dunque alla nostra chiave. Vogliamo fronteggiare anche questo problema? Possiamo azzardare anche noi soluzioni tecnologicamente ardite: cilindri elettronici sempre standard “europeo” ma con chiusura e apertura comandate dal telefonino attraverso il bluetooth, oppure con un sensore a codice NFC, o anche con  un attuatore comandabile a distanza via Wi-Fi grazie al colegamento Internet di casa o dell’ufficio. Soluzioni consigliabili? Qualche teorica sicurezza aggiuntiva può esserci, ma a prezzo di complicazioni e molte incognite legate all’uso di tecnologie che possono sempre avere qualche malfunzionamento.

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