Vaccini, parla Burioni: ecco il tutorial anti-bufale

Le risposte, scientifiche, del Professor Burioni ai tanti dubbi sui vaccini, confutando ignoranza e dicerie

Vaccini, parla Burioni: ecco il tutorial anti-bufale

Occhio agli inganni no-vax. Vaccinarsi conviene sempre. Altrimenti rischiamo grosso, persino una nuova calamità. Roberto Burioni è un luminare tra gli immunologi. Ci ha aiutato a mettere a punto il tutorial “definitivo” dove spiega punto per punto cosa è veramente pericoloso, cosa temere, cosa fare, come superare inganni e paure. Quelle che rischiano di mettere in ginocchio perfino il paese più avanzato, l’America.

La riscossa del morbillo

Negli Stati Uniti nel 2000 è stato fatto sparire il virus del morbillo, nel senso – puntualizza Burioni – che gli Usa avevano raggiunto quella che viene chiamata “l’immunità di gregge” per questa malattia. Però da quel momento la gente ha smesso di vaccinarsi o lo ha fatto molto meno. Questo ha portato alla perdita della immunità di gregge. Addirittura nel 2015 le contee più ricche della California avevano la stessa copertura vaccinale delle zone più povere del mondo come il Sudan del Sud. Come li ha definiti il Los Angeles Times “sono ricchi, istruiti e stupidi”. Queste persone mettono in pericolo i loro figli e tutta la società.

Perché i vaccini

I vaccini hanno fatto sparire il vaiolo, una malattia terribile con una mortalità del 30% che causava milioni e milioni di morti ogni anno. Oggi la malattia è scomparsa dalla faccia della terra. La poliomielite solo in Italia causava ogni anno molte migliaia di bambini morti o paralizzati nel polmone d’acciaio. Oggi grazie alla vaccinazione è una malattia che in Italia non c’è più e potremmo farla sparire anche nel resto del mondo.

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Anche in Italia c’è stato un calo continuo delle coperture vaccinali, tanto che nel 2015 la copertura della prima dose di morbillo era pari a quella della Namibia e inferiore a quella del Ghana, totalmente lontana da qualunque dato di un paese avanzato. Dal 2016 in poi le coperture sono cominciate a risalire: è una legge che funziona, gli italiani rispettano la legge e questa viene presa come esempio virtuoso dai francesi, che l’hanno fatta uguale a noi, e dagli irlandesi e dai tedeschi che la vogliono fare uguale. Forse, prima di essere smontata, questa legge andrebbe potenziata, o migliorata.

I presunti rischi dei vaccini

I vaccini attualmente in uso sono i farmaci più sicuri in commercio. Gli effetti collaterali gravi con danni permanenti sono rarissimi: siamo nell’ordine di un caso ogni qualche milione. Considerando che una malattia come il morbillo è letale, più o meno, in un caso su duemila, risulta ovvio che il rapporto rischio/beneficio dei vaccini sia uno dei più favorevoli che abbiamo per tutti i farmaci.

Virus
Virus

Perché non si fanno analisi preventive per le controindicazioni

Perché queste analisi non esistono, servono solo a una cosa: a fare guadagnare chi le esegue. Ma non aiutano minimamente il medico a identificare le persone che potrebbero avere problemi, posto che queste persone ci siano, perché su questo bisogna discutere. Però, va ripetuto, questi esami non esistono.

Il vaccino è una versione attenuata del virus. Ma i piccoli non rischiano

I vaccini attenuati, infatti, vengono somministrati quando il bambino ha 13 o 14 mesi, in età precedente vengono sempre somministrati dei vaccini inattivati.

Perché i vaccini ai piccoli anche per tetano ed epatite B

Perché entrambe le malattie sono molto gravi e possono colpire i bambini. Esiste il tetano neonatale ed un bambino può esserne colpito. Per quel che riguarda l’epatite B, sono stati descritti casi in bambini molto piccoli perché si può trasmettere anche con un morso. Addirittura è stata dimostrata la trasmissione con lo starnuto di un bambino sulle mani screpolate di una maestra: bisogna vaccinare i bambini quando sono piccoli perché mentre l’infezione da parte del virus dell’epatite B da adulti nel 95% dei casi non degenera in una epatite cronica, quando questo virus colpisce un bambino, nel 97-98 % dei casi si sviluppa una epatite cronica, che poi in età adulta può portare a cirrosi o tumori del fegato. Sono malattie molto gravi, quindi non è vero che i bambini non sono esposti a queste malattie. C’è da dire che riguardo l’epatite B l’Italia è stato il primo paese, nel 1991, ad adottare la vaccinazione a tappeto di tutta la popolazione vaccinando tutti i bambini. Alcuni paesi hanno scelto una strada differente ma è stato evidente che l’Italia aveva preso per prima la strada giusta: adesso tutti i paesi, che possono permetterselo, utilizzano lo schema di vaccinazione che l’Italia per prima ha utilizzato.

Perché una volta le malattie si “facevano” senza problemi

Si “facevano” le malattie perché non c’erano i vaccini: io quando ero piccolo giravo in auto senza cintura e guidavo la Vespa senza casco, ma non mi sognerei mai di portare mia figlia come mi portava mio papà nel sedile posteriore della Lancia con un cuscino, io la lego al seggiolino.

Qual è la situazione vaccinale in Italia?

La situazione in Italia è molto migliorata negli ultimi tre anni ma non è ancora ad un livello pienamente soddisfacente. Soprattutto ci vorrebbe un’azione molto intensa per recuperare l’immunizzazione degli adulti.

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Avrebbero efficacia solo nel fare ammalare dei bambini ed esporli a rischi gravi e completamente evitabili, quindi sarebbero semplicemente una follia.

Perché i vaccini sono obbligatori senza libertà di scelta

In molti paesi c’è la libertà di scelta, perché i genitori responsabili vaccinano i figli. Qui in Italia purtroppo non è così: chi non vaccina il proprio figlio non mette a rischio soltanto il proprio bambino, ma mette a rischio i figli degli altri consentendo la circolazione dei virus e dei batteri che altrimenti non circolerebbero. Nell’ultima epidemia di morbillo l’incidenza più alta è stata nella classe di età tra 0 e un anno, questi non sono bambini che non sono stati vaccinati per scelta dei genitori, questi sono bambini che erano troppo piccoli per essere vaccinati.

Che cosa è l’immunità di gregge

Quando una persona si vaccina quella persona sarà immune e non potrà essere infettata dal virus. Quando tutti si vaccinano il virus non può più circolare in quella comunità e questo è molto importante, perché quando il virus non può più circolare in una comunità saranno difesi anche quelli che non si sono ancora vaccinati, quelli che non si sono potuti vaccinare magari perché hanno delle controindicazioni, perché ad esempio stanno guarendo da un tumore o stanno facendo una terapia immunosoppressiva, e anche quelli nei quali il vaccino non ha funzionato, perché nessun vaccino funziona al 100%: quindi la libertà di scelta è in realtà una libertà che non riguarda solo il proprio figlio ma sarebbe più corretto parlare di libertà di scegliere di danneggiare anche gli altri, quindi chiedere la libertà di non vaccinare i propri figli è come chiedere la libertà di guidare ubriachi.

Perché non bastano i 3 o 4 vaccini per le malattie più pericolose

I vaccini purtroppo sono pochi, non sono troppi e il guaio dei vaccini è che contro alcune malattie molto pericolose non li abbiamo. Tutti i vaccini messi insieme contengono circa 260 antigeni, che sono le singole sostanze che possono stimolare il sistema immunitario. Quando un bambino viene punto da una zanzara viene a contatto con alcune migliaia di questi antigeni, quando si fa un graffietto con milioni di questi antigeni, per cui pensare di sovraccaricare il sistema immunitario di un neonato con 260 antigeni è come pensare di sovraccaricare il pavimento di una casa con 10 formiche.

Le accuse sul contenuto di metalli pesanti nocivi

Non ci sono vaccini che contengono metalli pesanti nocivi. Tutti gli esami hanno dimostrato senza alcun dubbio che i vaccini sono pulitissimi come tutti gli altri farmaci.

Vaccinazione
Pixabay

Perché il vaccino sul papilloma virus è consigliato anche ai maschi

Per due motivi. Primo perché anche i maschi possono essere colpiti da tumori molto gravi causati da questo virus, secondo perché vaccinando i maschi impediamo la circolazione del virus.

Se si smarrisce la documentazione sui vaccini fatti

È molto semplice ricostruire la storia delle vaccinazioni, in ogni caso si può comunque sempre ripetere un vaccino senza nessun problema se necessario, generalmente un paziente che non ricorda se è stato vaccinato o meno non è difficile da gestire.

È vero che ci sono casi di malattie infettive contratte da persone vaccinate?

Sì certo, perché nessun vaccino è efficace al 100%.

I vaccini possono favorire le allergie?

No.

Nessun rischio, con i vaccini, di indebolire le prossime generazioni

Al contrario, chi è vaccinato è più forte, perché è resistente nei confronti della malattia, quindi vaccinando rendiamo più forti le nostre generazioni.

Se il vaccino è una versione attenuata della malattia, si rischia di passarla a chi è immunodepresso?

Con i vaccini attualmente in uso no. Esiste un rischio ridottissimo con il vaccino contro la varicella, ma si tratta di pochissimi casi su milioni di somministrazioni.

Per ultimo uno dei quesiti principali che girano sui social da anni e sono un cavallo di battaglia dei no vax: i vaccini fanno venire l’autismo

No. Non esiste nessuna correlazione tra vaccinazioni ed autismo. Dire che i vaccini causano l’autismo è come dire che la terra è piatta. E’ una bugia che è stata smentita completamente, la notizia è stata propagandata da un medico che in seguito è stato radiato dall’Ordine per questa vicenda falsa.

CICLO VACCINALE: LE 10 VACCINAZIONI OBBLIGATORIE TRA I 10 E I 16 ANNI
Antipoliomielitica. Vaccino compreso nella esavalente con tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi) con due richiami (a sei anni e in adolescenza), in genere in una vaccinazione combinata con il vaccino trivalente (contro difterite-tetano-pertosse).
Antidifterica. Il ciclo vaccinale è compreso nel vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi), con due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.
Antitetanica. Fa parte del vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi) con due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.
Antipertosse. Il ciclo vaccinale di base è compreso nel vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi), sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.
Antiparotite. Il ciclo vaccinale, prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.
Antirosolia. Il vaccino è effettuato in forma combinata trivalente (MPR) oppure quadrivalente (MPRV) con i vaccini contro morbillo e rosolia (MPR), è prevista la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.
Antivaricella. La vaccinazione viene effettuata in due dosi, da somministrare a 13-15 mesi di vita e a 6 anni: il vaccino esiste in forma singola, da somministrare insieme al trivalente (MPR), in questo caso si fanno due iniezioni per volta, oppure in forma tetravalente (MPRV).
Antiepatite B. E’ compreso nel vaccino esavalente, prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi).
Anti Haemophilusinfluenzae tipo B. Contro un batterio che provoca un gran numero di infezioni come otiti, bronchiti e polmoniti, il ciclo vaccinale è compreso nel vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita a tre, cinque e 11 mesi).
Antimorbillo. Sono previste due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.

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